
Buona la prima!
LA TRAMA IN BREVE
"Sheild of sparrows" è il primo volume della trilogia di Deveny Perry ambientata nel magico mondo della Calandra. Si tratta di un romantasy dall'ambientazione originale, ricca di dettagli, che fa del suo punto di forza la presenza di feroci creature magiche che minacciano la sicurezza e la stabilità del continente. La protagonista è la principessa Odessa, figlia del Re d'Oro del Quentis, di uno dei regni che compone la Calandra, In virtù di un antico trattato volto a garantire la pace tra i vari reami, il trattato delle Sparrow (da qui il titolo del romanzo), viene offerta come sposa al principe del Turah, in un clima tutt'altro che pacifico e senza poter minimamente decidere del proprio destino. Infatti, sin dall'inizo della storia si percepisce il peso di una pericolosissima minaccia che soccombe nell'aria. Sta infatti per tornare il tempo della migrazione dei Crux, enormi e spietati uccelli che ogni 30 anni invadono le terre della Calandra lasciando alle loro spalle solo morte e distruzione. Come se ciò non bastasse a inquietare il lettore vi sono anche altre creature magiche le quali si stanno rivelando sempre più aggressive e assetate di sangue... Tuttavia, Odessa non sarà lasciata sola ad affrontare l'imminente pericolo, poiché la sua vita ora è responsabilità dello spietato Guardiano,..e indovinate un po' ? Alto più di due metri, corporatura statuaria, sguardo penetrante e mascella scolpita...Ah e ovviamente dotato di poteri soprannaturali che lo rendono il guerriero più temuto e valoroso di tutta la Calandra...Eppure sarà solo questo?
COSA FUNZIONA E COSA NO
Il punto di forza del romanzo è sicuramente il worldbuilding. La Calandra è un continente diviso in 5 regni, anche se nel primo volume ne scopriamo solo due: Il Quentis, la terra natia di Odessa e il pericoloso e arido Turah, la terra natia del Guardiano. Come si suol dire "paese che vai, usanze che trovi", ognuno di questi regni è terrorizzato dall'imminente migrazione dei Crux e dai comportamenti anomali che stanno tenendo le bestie, create dagli antichi dei che hanno maledetto la Calandra. E voi dunque penserete, tutti gli abitanti del continente ce l'avranno a morte con queste crudeli divinità..bhe, non proprio. Anzi, li venerano e li pregano come se la loro sporavvivenza dipendesse solamente dal loro buono e cattivo tempo. Tuttavia, la fede negli dei non è il solo tarlo mentale dei personaggi del romanzo. Infatti, gli animali non sono le uniche creature dotate di magia, perché nel continente vive anche un altro tipo di mostruosità, molto più inquitante: I Voster. Si tratta di una specie di setta di non morti dotati della capacità sovrannaturale di plasmare i liquidi, custodi e garanti di ogni patto sugellato tra i vari regni, tra cui ovviamente il trattato delle Sparrow. Ci si potrà fidare di loro? Lascio a voi il piacere di scoprirlo... Il romanzo insomma ha tutte le carte in regola per essere una lettura intrigante, peccato per l'unica nota stonata: i personaggi. Iniziamo con Odessa. La sola parola che mi viene in mente per descriverla è BORING!. La protagonista femminile è la solita ragazza che non crede in se stessa, che non ha avuto il coraggio di ribellarsi quando un gruppo di uomini ha deciso del suo destino che però magicamente nel corso del romanzo sviluppa abilità incredibili nel combattimento e dimostra una tenacia da vera guerriera. Già, una copia carbone del 90% delle eroine di questo tipo. Odessa infatti ha la personalità di un colibrì, e no, non c'è nessun tipo di evoluzione nell'arco della storia. Per quanto riguarda invece il protagonista maschile, ovvero il Guardiano, direi idem con patate. Il solito burbero arrogante che sotto sotto nasconde un grande cuore. Indovina indovinello come andrà a finire tra loro due? Non c'è neanche bisogno che lo dica... Di solito, quando incontro una coppia di personaggi principali stereotipata come la loro mi rifugio alla ricerca di qualche personaggio secondario con un po' di carattere, o che almeno possieda un briciolo di personalità. Purtroppo in questo libro non sono riuscita a trovarlo. La mancanza di tridimensionalità negli abitanti che popolano la Calandra incide parecchio sulla godibilità della lettura. Tuttavia, lo stile della Perry è molto scorrevole e pulito (forse a tratti avrei voluto qualche descrizione in più, ma è molto soggettivo). La prima parte della storia devo ammettere essere un tantino lenta ma capisco la necessità di prendersi del tempo per introdurre il nuovo mondo e le sue regole al lettore. Infatti, finché i personaggi non giungono finalmente nel Turah (a metà libro), non è che succeda un granché, ma pace, è abbastanza normale per un primo libro di una trilogia con così tanti dettagli da ricordare. Gli scambi tra i due protagonisti sono il solito botta e risposta dal piglio tagliente, ma alla fin fine fanno quello che devono fare, intrattengono. Se state cercando una lettura dai dialoghi profondi che offrano al lettore spunti di riflessione, bhe.. non è questo il tipo di libro che vi consiglio.
LA SENTENZA DELLA REGINA
Per quanto riguarda invece il finale, devo ammettere che sono rimasta piacevolmente colpita dal plot twist che è stato inserito (peccato poi come lo abbiano sviluppato nel secondo romanzo, ma non mettiamo il carro davanti ai buoi). Devo ammettere che seppur con i suoi difetti è stata una lettura piacevole, tant'è che ho divorato il libro in qualche giorno. Rispetto al tanto schifo che c'è in giro non considero assolutamente questo primo volume da buttare, anzi, almeno si percepisce un pensiero stratificato che pone le basi del mondo magico in cui ci immergiamo (e fidatevi, non è poco!). Mettendo tutte queste considerazioni sul piatto della bilancia, il mio personalissimo e insindacabile voto è un più che discreto 7,5.
LA SENTENZA È STATA PRONUNCIATA.



