RECE NON RICHIESTA DI

PHANTASMA

DI KAYLIE SMITH
Copertina di Phantasma

CARAVAL, MA PIÙ OSCURO?

Se state cercando un Caraval dalle vibes più oscure, dalle ambientazioni gotiche e con un alto livello di 🌶️, allora Phantasma è il libro che fa per voi. Ma forse è proprio questo il grande problema: è la copia esatta di Caraval!

BENVENUTI A PHANTASMA

Secondo quali dinamiche? Tutte.

Ophelia, la protagonista, si getta tra le braccia della morte di Phantasma, un inquietante gioco a livelli in cui bisogna affrontare le proprie paure, abbandonare ogni scrupolo compresa la propria umanità, e in cui solo il vincitore potrà sopravvivere per ottenere il “favore” del diavolo. Il tutto per andare dietro a sua sorella Geneviève.

Inoltre, durante la competizione, guarda caso, si innamora proprio di uno spettro che fa parte del terribile gioco. Vi ricorda qualcosa? Infatti.

COSA FUNZIONA

Tuttavia, le atmosfere e il sistema magico non sono per nulla da buttare: niente di troppo originale, certo, ma inseriscilo nel contesto di New Orleans e mi hai già conquistata.(REBEKKHHHHAAA)

Una delle tematiche maggiormente affrontate all’interno del romanzo è quella del disturbo ossessivo-compulsivo. L’autrice svela nei ringraziamenti che lei stessa è affetta da questa malattia. Per quanto mi riguarda (preciso di non avere assolutamente competenze in merito), nel libro viene esplicitato molto bene quali siano le situazioni e i comportamenti che le persone affette da OCD si trovano ad affrontare.

Ophelia, infatti, sente quella che lei stessa definisce una sorta di “voce oscura” nella sua testa, che le impone di fare le cose più disparate: dal bussare tre volte prima di dormire fino, addirittura, a convincerla di poter fare del male a qualcuno.

DOVE L’INCANTESIMO SI SPEZZA

Per quanto riguarda i vari livelli della competizione, ognuno presentato da un diavolo, a mio avviso potevano essere pensati in modo un po’ più originale. Senza fare spoiler, vi elenco solo alcune delle classiche trappole che troviamo in questo genere di storie: labirinti, scacchiere, gioco della verità ecc.

Oltre alla competizione, c’è anche una sorta di mistero che Ophelia si troverà a risolvere, ma anche qui niente di sorprendente: la quest è un po’ sbiadita e quella che dovrebbe essere “una grande rivelazione” risulta facilmente intuibile sin dall’inizio.

Ultimo tassello del puzzle di cui voglio scrivere è la love story tra Blackwell e Ophelia, le cui dinamiche sono quelle trite e ritrite del: “Oddio, quanto sei egocentrico, però sei un bono pazzesco”. A questo si aggiungono eccessi di gelosia e miscommunication come se piovesse. Ah, c’è anche una scena di sesso in cui i due continuano a fare le loro cose nonostante dal soffitto stia piovendo sangue. Un po’ too much per i miei gusti.

Infine, il libro dovrebbe chiudersi con un colpo di scena mozzafiato, ma anche qui: lo abbiamo visto arrivare direttamente da pagina 1. Lo so che lo dico per tutti i libri e, a questo punto, mi chiedo se il problema sia io, avendone letti tanti di questo tipo, o se proprio si faccia fatica a costruire una storia che sorprenda.

Momento polemika: se il plot twist deve essere banale e facilmente individuabile, forse è meglio ometterlo e raccontare le cose come stanno sin da subito.

LA SENTENZA DELLA REGINA

Bene, dopo averne dette di peste e corna, penserete forse a questo libro come a un flop. In realtà, queste sono davvero le uniche considerazioni negative che ho. La storia, in ogni caso, ti rapisce: ho letto queste 500 pagine in due/tre giorni e sono volate, merito anche di una buona scrittura (con alcuni refusi, ahimè, nella traduzione)

Detto ciò, non sorprendetevi se il voto finale, per me, è un discreto 7.

IL MIO VOTO7/10

LA SENTENZA È STATA PRONUNCIATA.