RECE NON RICHIESTA DI

Rites of Starling

DI DEVENY PERRY
Copertina di Rites of Starling

DEVENY PERRY ME L’HAI FATTA! Ce so cascata di nuovo😂😂 Ero già pronta con una pagina di appunti per smontare pezzo per pezzo questo secondo volume, quando arrivata all’ultimo capitolo ho capito di non averci capito nulla. Chapeau.

NON SPOILER

Ma andiamo con ordine. Rites of Starling è il seguito dI Sheild of Sparrow, la prima saga romantasy edita Alwayspublishing. La storia riparte esattamente da dove ci eravamo lasciati nel primo volume. O quasi: sin da subito ci viene introdotta una novità non da poco. Infatti, in Rites ,seguiremo in parallelo sia le disavventure di Odessa, che quelle di nuovo personaggio: Caspia. Caspia non solo è un brand new character, ma viene anche da un brand new universe, il Nelfinex (un continente del tutto, o quasi, sconosciuto a mille miglia a sud del Marixmore). E come se questo non bastasse, Caspia non è ovviamente una ragazza normale, certo che no, lei è una Starling. Che significa? Che fa parte della famiglia reale e che proprio come Odessa, anche lei ha un compito ben preciso da portare a termine. Un richiamo, il suo, che la spingerà ad avventurarsi fino ai confini del suo mondo.. Bene. Per quanto riguarda invece i personaggi che avevamo imparato a conoscere nel primo volume, possiamo tranquillamente dire che non ci sono grosse novità per cui entusiasmarsi. Se in queste parole avete letto un velo di polemica, avete letto bene. È infatti la storyline di Odessa, Eve, e il guardiamo quella che lasciatemi dire: fa acqua da tutte le parti. Per la prima metà del libro non succede ASSOLUTAMENTE niente. Odessa e Eve vagano come anime in pena per tutta la calandra leggendo storielle e sventando MIRACOLOSAMENTE, OGNI SANTISSIMA VOLTA, gli arricchì delle creature magiche infette. Fanno sì qualche tappa degna di menzione, ma davvero poca roba, o almeno così sembra essere all’inizio. Ora siccome non posso aggiungere null’altro a questa recensione senza fare grande spoiler, ci consiglierei nel caso non aveste ancora letto il libro di fermarvi qui. Se comunque volete un parare: LEGGETELO. SUBITO. Non tanto perché sia questo grande libro, ma per il gusto di lasciarvi ingannare da un’autrice che, mea culpa, avevo decisamente sottovalutato.

SPOILER

Ora che siamo rimasti solo noi traumatizzati che il libro lo abbiamo concluso, possiamo finalmente partecipare tutti insieme in una seduta di terapia di gruppo. Ma prima di parlare esplicitamente del finale la Queen of Hearts che vive in me urge di dar sfogo alle sue riflessioni. Sicuramente il colpo di scena negli ultimi capitoli ci fa rivedere l’intero romanzo sotto un punto di vista completamente differente, ma ciò non significa che “sia tutto perdonato”. Io, proprio come nel primo volume, continuo a non riconoscere una personalità forte e originale che contraddistingua i personaggio. E devo ammettere che anche quelli nuovi non brillino per carattere. Caspia decide di abbandonare la missione di salvare la sua famiglia per due braccia muscolose, esattamente come succede per Odessa nel primo romanzo. A pensarci ora questa dinamica avrebbe dovuto attivarmi qualche campanella. Infatti, proprio come si suol dire, ripetita iuvant. Le dinamiche tra I personaggi sono proprio il punto debole di una storia che per come è stata impacchettata poteva essere davvero di altissimo livello. Inoltre, tutta la prima parte del libro è estremamente noiosa: tutti viaggiano, tutti vengono attaccati da mostri e magicamente sopravvivono illesi, così che il lettore smette di percepire la pericolosità di questi sventurati scontri e inzia ad annoiarsi e basta. A causa di queste motivazioni ero pronta a dare una sonora stangata a questo secondo volume che proprio non mi stava convincendo. E poi sono arrivati i capitoli finali, e poi mi sono resa conto di non averci capito assolutamente nulla, e poi sono rimasta senza parole. Io. Senza parole io. Quasi da non crederci. Io mi ero fatta qualche teoria a dirla tutta, sul legame tra Odessa e Caspia. Ma ovviamente si sono rivelate tutte infondate. È stata proprio una specifica autoconvinzione a portarmi completamente fuori strada: io ero convintissima che le due storyline si sviluppassero in contemporanea. Potete immaginami a sclerare mentre erano tutti a Roslo e io che non riuscivo a spiegarmi come fosse possibile che non si fossero mai incontrati?

LA SENTENZA DELLA REGINA

Bene, per una volta sono stata piacevolmente sorpresa, e devo ammettere che è stato molto divertente. Quindi, in conclusione la mia valutazione di questo scellerato secondo volume, degno di una partita in rimonta dell’Inter, è: 8

IL MIO VOTO8/10

LA SENTENZA È STATA PRONUNCIATA.