
È intelligente, ma non si applica.
È intelligente ma non si applica...infatti, anche se non si può considerare un brutto libro, se paragonato ai suoi fratelli, "Un animale selvaggio" non raggiunge le aspettative.
ASPETTATIVE E PRIME IMPRESSIONI
STRUTTURA E NARRAZIONE
Che questo sia un romanzo scritto da Dicker non c'è l'ombra di dubbio sin dalla prima pagina: forma impeccabile, intreccio complesso tra i personaggi, colpo di scena finale che fa rimanere di stucco il lettore e una buona dose di inquietudine. Tuttavia, a mio avviso, questa volta, questo esplosivo mix di ingredienti, non è stato sufficiente a rendere il libro un capolavoro pari ai suoi simili. Complice anche, una quarta di copertina che dal mio punto di vista non esplicita propriamente quale andrà ad essere la trama del romanzo. Mi spiego. Per quanto scritto, mi aspettavo di leggere la storia di una rapina alla Ocean Eleven, il grande colpo a una gioielleria importante di Ginevra. Ma non è proprio così... Della rapina in sè, infatti, si inizia a parlarne in modo dettagliato solo dopo un'abbondante metà della storia. Il fulcro principale del libro infatti non è quello, ma bensì le perversioni, la corruzione e la depravazione dell'animo umano. In realtà questo libro racconta principalmente dei segreti più o meno scabrosi che nascondono due famiglie per bene della lussuosa Ginevra. Da un lato abbiamo i Braun, all'apparenza la classica famiglia del mulino bianco, ricca da far schifo che vive quella che potrebbe sembrare una vita perfetta, dall'altra invece ci sono Greg e Karine, una coppia del tutto disfunzionale, che sviluppa un' ossessione (lui per un motivo, lei per un altro), per i Braun. Nel corso della storia emergono le peggiori sfaccettature di tutti i personaggi, tant'è che trovare un solo "animale selvaggio" diventa impossibile. Sono tutti delle bestie.
A differenza degli altri libri di Dicker non c'è un vero e proprio mistero da risolvere, benché le carte vengano rivelate al lettore solo man mano che si procede con la lettura. A mantenere viva l'attenzione sono più i segreti e le ombre del passato che definiscono la lore dei personaggi. Un gioco pericoloso, poiché, scegliendo questa via, le rivelazioni sul conto di ognuno devono essere per forza scioccanti o il lettore (in questo caso io) si annoia. Il problema sta proprio qui: non avendo un assassino da scovare, un "colpevole" da cercare, o le informazioni sui personaggi che scopro leggendo sono davvero sconvolgenti o tutto il libro non diventa niente più che un buon intrattenimento. Sinceramente da Dicker mi aspetto di più.
La storia viene presentata come se fosse una serie tv a puntate, con flashback, retrospettive e ricordi che non sempre agevolano il flusso narrativo. Altre volte, invece, sembra che i capitoli non siano altro che appunti confusi di un'investigazione poliziesca. Forse uno degli aspetti meno credibili di tutto il romanzo è proprio il lato delle indagini e dei comportamenti che hanno i poliziotti della squadra speciale di Ginevra, i quali agiscono decisamente al di sopra della legge senza mai pagarne le conseguenze.
LA SENTENZA DELLA REGINA
Basandoci su quello scritto fin ora penserete che questo libro sia completamente da bocciare ma in realtà non è così. Il genio di Dicker, anche se solo a sprazzi, è presente anche in questo romanzo che di certo non manca di colpi di scena (non tutti da far cadere la mascella purtroppo). Secondo la mia personalissima opinione, Dicker ha scritto questa storia perché rimasto colpito da un racconto di uno semi-sconosciuto autore toscano del secolo scorso (racconto che viene integrato anche nel libro) e ha deciso solo dopo di costruirvi la trama di un thriller intorno.
La risoluzione finale è buona, ma non eccellente. Almeno sembra stare in piedi più di altri dettagli che nel corso della narrazione sembrano proprio forzati. In conclusione, non posso considerare Un animale selvaggio come un pessimo libro, non è tutto da buttare, insomma. Si tratta comunque di una lettura leggera, molto meno impegnativa dei suoi altri volumi, che, chi è appassionato del genere, potrebbe anche apprezzare. Alla fine, data anche l'ottimo stile dell'autore, il mio voto è un 7. Senza infamia, senza lode.
LA SENTENZA È STATA PRONUNCIATA.
