
UNA CENERENTOLA IN EPOCA REGENCY.
Si potrebbe considerare questo romanzo dalle sfumature super fiabesche come un retalling di Cenerentola ambientato in epoca Regency , ma forse, sarebbe troppo riduttivo.
NON PROPRIO CENERENTOLA
EFFIE, IL FAE E LA SENTENZA
La storia in breve ci racconta della vita piena di frustrazioni e rabbia di Effie, una cameriera al servizio di una ricca famiglia aristocratica Inglese, che vive un amore proibito. Effie infatti si innamorare proprio di uno dei suoi padroni e sogna un giorno di sposarlo per vivere un grande amore e scappare dalla sua condizione di miseria. Tuttavia, al posto della fata madrina, in suo soccorso sopraggiunge un elefo che le propone un patto per far realizzare tutti i suoi desideri.. Ma Effie sa davvero cosa desidera? I punti in comune con la fiaba di Cenerentola sono evidenti, eppure, c'è una differenza sostanziale, sottolineata anche dall'autrice nella postfazione. Cenerentola, sebbene venisse trattata come sguattera, in realtà non lo era affatto. Era infatti caduta in disgrazia dopo la morte del padre, lasciata alla mercé della perfida matrigna. Ma di fatto, Cenerentola, non aveva origini umili, come invece è chiaro abbia la nostra Effie. Si può considerare questo libro come una sorta di storia untold, un vissero per sempre felici e contenti che non prevede altezzosi principi e bellissime principesse, ma solo una semplice cameriera dotata di un dono speciale. Sui tecnicismi e la scrittura ho davvero poco da obiettare, il libro non ha tante pretese, scorre molto velocemente e si fa leggere con estrema leggerezza. I toni scelti sono quelli fiabeschi, così come lo sono le ambientazioni. I personaggi non sono particolarmente articolati, ma, in questo tipo di contesto, non lo trovo necessariamente un aspetto negativo, anzi, rendono più credibile il concept della classica fiaba della buonanotte. Anche i conflitti si risolvono nel mondo più semplice e genuino, senza grandi plot twist. Certo è che sin dall'inizio della narrazione si intende perfettamente dove il libro vuole andare a parare. Per via di alcune ambientazioni devo ammettere che mi ha anche ricordato un po' il Wonderland di Alice, quello del live action soprattutto. In conclusione, sebbene Ten Thousand Stiches non sia "il libro della vita" è una lettura perfettamente godibile, dolce e cozy. Menzione speciale per Lord Blackthorn, finalmente un fae diverso dalla lettratura a cui siamo abituati, il cui valore non sta nella mascella pronunciata, negli addominali scolpiti e nel grugnire ogni qual volta succeda qualcosa che non gli garba. Ten Thousand stiches è quindi una belissima favola. L'edizione di Rizzoli per la collana La Biblioteca di Daphne è davvero incredibilmente curata. Un voto al libro? Un 7,5
LA SENTENZA È STATA PRONUNCIATA.
