ABOUT ME

CHI SONO (O ALMENO CREDO)

Chiara Demilito, Queen C

Quando mi chiedono di parlare di me spesso vado in cortocircuito. Poiché, come diceva un vecchio saggio, “una parola è troppa e due sono poche”, cercherò di stare nel mezzo, possibilmente senza annoiarvi.

La mia ossessione per la carta stampata è nata praticamente insieme alla mia vista. Ho trascorso l'infanzia a sfogliare libri illustrati — dai classici Disney alle Storie del Bosco — sopravvivendo ai tentativi di sabotaggio di mio fratello che, non appena sviluppata la coordinazione motoria, si è impegnato a distruggermeli.

Crescendo, le mie tappe fisse sono state le avventure di Geronimo Stilton (e soprattutto di Tea), Valentina e le storie del Battello a Vapore; tuttavia, per anni, il mio libro del cuore è stato Nina la Bambina della Sesta Luna. Poi, crescendo, è stato inevitabile non innamorarsi di Harry, passando le giornate a sperare nella mia lettera per Hogwarts. Da quel momento non ho mai smesso di immaginare a occhi aperti un mondo diverso da quello reale, un posto tutto mio e allo stesso tempo di migliaia di altri ragazzini, in cui sentirsi capiti e al sicuro. Le mura di Hogwarts sono diventate la mia casa, così come il distretto 12 e le nebbie di Avalon.

Oggi cerco di bilanciare questo desiderio di evasione con la necessità di comprendere la realtà in cui viviamo, concedendo anche qualche seconda chance a quei classici tanto snobbati ai tempi del liceo. È così che sono approdata sull'Isola di Montecristo con Edmond Dantès, ho volato su una scopa sopra i tetti di Mosca con Margherita, ho cercato il senso del bene e del male nella valle dell'Eden con Cal e Adam, e così ho pianto quando Emma Bovary si è tolta la vita con il veleno, capendo che non c'è dolore più grande di quello che non si vuole smettere di provare.

Nel resto del mio tempo libero cerco di destreggiarmi tra l'amore per la ginnastica artistica, la mia fede nerazzurra e la costante voglia di trovarmi su una montagna russa.

In conclusione, se mi chiedessi chi sono, la risposta sarebbe semplicemente: Chiara. Ma allo stesso tempo, a dire la verità, io quasi non sono più io, e domani non sarò più la ragazza che ero oggi. Forse sì, probabilmente siamo tutti un po' matti.

Ma voi, alla fine, lo avete capito “Perché un corvo somiglia a uno scrittoio?”

IL PROGETTO: RECENSIONI NON RICHIESTE

Il progetto nasce da un'esigenza fisica: il bisogno spasmodico di sfogarmi dopo aver chiuso un libro. Siccome i miei amici considerano la lettura un'attività puramente opzionale — nonostante le mie continue e pressanti incitazioni — ho dovuto cercare un'altra valvola di sfogo. Tutto ciò si sposa con un dato di fatto che mi viene spesso contestato: tendo ad avere un'opinione su tutto. Potevo forse esimermi dall'averne una sui libri? Ovviamente no.

Sono consapevole che a volte le mie recensioni possano sembrare dure, ma per me la scrittura è sacra. Detesto le critiche banali che si limitano a una carrellata inutile di aggettivi, senza mai scalfire le tematiche o le emozioni profonde che scaturiscono dalla lettura. Allo stesso tempo, so bene che molto di ciò che scrivo sono “cazzate”; ma lasciatemelo dire: sono cazzate scritte con una certa classe.

PERCHÉ “NON RICHIESTE”?

Semplice: perché nessuno me lo ha chiesto.

Eppure, eccoci qui.